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Normativa · 6 min di lettura

Superbonus 70% e 65%: cosa resta nel 2026

Aggiornato al 1 agosto 2026

Pubblicato il 09/07/2026 · Autore: Marco Bianchi

In sintesi

  • Il calendario del Superbonus: 110% fino al 2022 (con deroghe condominiali al 2023), 90% nel 2023, 70% nel 2024, 65% nel 2025.
  • Nel 2026 non si cede più per nuove spese, salvo crateri sismici: resta la detrazione diretta per chi ha maturato il diritto.
  • I crediti maturati a tutte le aliquote restano vendibili nel mercato secondario alle quotazioni di agosto 2026.

Il calendario delle aliquote Superbonus

Il Superbonus non è mai stato una sola aliquota: è stato un calendario discendente, definito dal D.L. 11/2023 e confermato negli anni successivi.

Anno della spesa Aliquota Note
2020-2022 110% Regime originario ex art. 119 D.L. 34/2020
Fino a marzo 2023 110% Solo per condomini e assimilati con i requisiti del D.L. 11/2023
2023 90% Per la generalità degli interventi
2024 70% Con le condizioni previste dalla normativa vigente per quell'anno
2025 65% Ultima aliquota del calendario

Ad agosto 2026 il Superbonus non è "finito": esiste come detrazione diretta per chi ha maturato il diritto secondo l'aliquota del proprio anno di spesa. Quello che è finito è il canale della cessione per nuove spese, chiuso dal D.L. 39/2024 salvo i comuni dei crateri sismici 2009 e 2016.

Cosa significa "avere maturato il diritto"

Il diritto alla detrazione si matura in base alla data di sostenimento della spesa, con le condizioni di ciascuna annualità (CILA, requisiti tecnici, scadenze di presentazione). Non si tratta di un'informazione generica: è il punto da verificare con il proprio tecnico e commercialista, perché determina l'aliquota applicabile e la validità delle quote residue.

Per chi ha cantieri iniziati sotto le vecchie aliquote e spese sostenute dopo il cambio, la regola è: vale l'aliquota dell'anno in cui la spesa è stata effettivamente sostenuta, salvo i regimi transitori previsti dalle norme.

I crediti 70% e 65% nel mercato secondario

I crediti maturati con aliquote 70% (2024) e 65% (2025) sono crediti edilizi a tutti gli effetti: una volta presenti nel cassetto fiscale, sono cedibili nel mercato secondario come gli altri.

Sono, anzi, tra i più interessanti del mercato di agosto 2026: annualità recenti, finestre di compensazione ampie (quote 2026-2027 ancora disponibili), documentazione fresca. Le quotazioni seguono il segmento Superbonus: 74-78% del nominale per le annualità 2024-2025, con la documentazione completa che vale 2-4 punti in più.

Le tre situazioni tipiche del 2026

  1. Chi sta ancora detraendo — ha capienza e quote residue: continua con la detrazione diretta, seguendo il calendario delle quote.
  2. Chi ha capienza parziale — compensa le quote che riesce ad assorbire e valuta la cessione della parte eccedente, per non perdere quote per scadenza.
  3. Chi non ha capienza — vende sul secondario: lo sconto di cessione è il costo della liquidità immediata, confrontabile con un anticipo bancario senza garanzie.

La finestra dei crateri sismici

Nei comuni dei crateri sismici 2009 e 2016 la cessione per nuove spese resta attiva anche nel 2026, prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. È l'unico contesto italiano in cui si possono ancora cedere crediti da nuovi interventi — ed è il motivo per cui i crediti da cratere quotano 80-88% del nominale, i valori più alti del mercato.

Cosa controllare prima di decidere

  1. L'aliquota del proprio anno di spesa, con il tecnico che ha seguito il cantiere.
  2. Le quote residue nel cassetto fiscale e la propria capienza F24 annua.
  3. Eventuali blocchi (controlli preventivi, ruoli sopra 50.000 euro).
  4. La completezza della documentazione, che determina la quotazione di cessione.

Domande frequenti

Posso ancora portare in detrazione il Superbonus 2024 al 70%? Sì, se il diritto è maturato secondo le condizioni del 2024: la detrazione segue le quote annuali del proprio regime. La verifica va fatta con il commercialista sulla propria posizione.

I crediti 65% del 2025 valgono meno di quelli 110%? No: la quotazione dipende da annualità, documentazione e profilo fiscale, non dall'aliquota di origine. I crediti 2025 sono tra i più liquidi del mercato.

Conviene vendere o detrarre i crediti 70-65%? Dipende dalla capienza: con imposte capienti conviene detrarre al 100% del valore; senza capienza, vendere evita di perdere quote per scadenza. La scelta va fatta sulla convenienza effettiva.

Il calendario delle aliquote cambierà ancora? La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l'assetto esistente: nessuna nuova aliquota, nessuna riapertura della cessione generalizzata.

Domande frequenti

Il Superbonus esiste ancora nel 2026?

Sì, come detrazione diretta per chi ha maturato il diritto secondo le aliquote del proprio anno di spesa. La cessione per nuove spese è invece chiusa, salvo crateri sismici.

Quale aliquota vale per i lavori fatti nel 2024?

Per le spese 2024 l'aliquota Superbonus è il 70%, con le condizioni previste dalla normativa vigente per quell'anno.

I crediti maturati al 70% o 65% si possono vendere?

Sì: una volta maturati e presenti nel cassetto fiscale, sono cedibili nel mercato secondario come gli altri crediti edilizi, alle quotazioni correnti.

Posso ancora aprire un cantiere Superbonus nel 2026?

Solo alle condizioni residue di legge e nei comuni dei crateri sismici per la cessione. Per ogni altro caso, il confronto con il proprio tecnico e commercialista è indispensabile.

Conviene vendere i crediti 70-65% o detrarli?

Dipende dalla capienza: chi ha imposte capienti può detrarre; chi no, vende sul secondario. La scelta va fatta sulla convenienza effettiva, con il proprio consulente.

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