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Bonus · 5 min di lettura

Bonus Ristrutturazione: cedibilità nel mercato secondario

Aggiornato al 1 agosto 2026

Pubblicato il 08/05/2026 · Autore: Luca Ferrari

In sintesi

  • Mercato di importi medio-piccoli: 10.000-100.000 euro
  • Operazioni chiuse in 1-2 settimane
  • Quotazioni: 65-75% del nominale

Cos'è il Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Ristrutturazione è la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, pari al 50% delle spese fino al 2024 e al 36% dal 2025, cedibile sotto forma di credito d'imposta.

Ad agosto 2026 i crediti da Bonus Ristrutturazione già maturati restano cedibili sul mercato secondario, attivo e legittimo ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020. La cessione e lo sconto in fattura per nuove spese sono invece chiusi dal 30 marzo 2024 (D.L. 39/2024, convertito in L. 67/2024), salvo i comuni dei crateri sismici 2009 (L'Aquila) e 2016 (Centro Italia), prorogati dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).

Cedibilità nel mercato secondario: le regole

La cedibilità dei crediti già maturati non è in discussione: l'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020 consente la circolazione dei crediti sul mercato secondario a qualsiasi soggetto, e il mercato è operativo.

Le condizioni che rendono il credito vendibile:

  • titolarità certa e catena dei passaggi tracciabile;
  • quote annuali residue note e verificabili;
  • documentazione dell'intervento in ordine;
  • assenza di contestazioni sull'origine del credito.

Un credito ben documentato vale 2-4 punti percentuali in più rispetto a uno con documentazione lacunosa: per un comparto che quota 65-75%, la differenza si sente.

Quotazioni ad agosto 2026

Bonus Quotazione indicativa
Bonus Ristrutturazione 65-75%
Superbonus 72-78%
Ecobonus 70-76%
Sismabonus 72-78%
Bonus Facciate 60-68%
Barriere Architettoniche 68-74%

Lo sconto è il complemento a 100: quotazione 70 significa sconto del 30%. Il Bonus Ristrutturazione si colloca nella fascia media del mercato secondario, sopra il Bonus Facciate e sotto Superbonus e Sismabonus.

Perché il mercato secondario resta attivo

Il mercato secondario funziona perché la domanda esiste: le banche si sono ritirate per saturazione dei plafond, ma imprese con capienza fiscale, holding e studi professionali continuano a comprare crediti per compensare in F24 IRES, IRAP, IVA, ritenute e contributi.

Per l'acquirente, lo sconto del 25-35% sul nominale è il vantaggio dell'operazione, a fronte di due vincoli: la capienza minima consigliata di 50.000-100.000 €/anno di F24 e il fatto che le quote annuali non utilizzate si perdono.

Tempi e costi di vendita

Taglio del credito Tempo indicativo Costi accessori
Sotto 100.000 € 1-3 settimane
Standard 2-5 settimane
Oltre 1 milione € 4-8 settimane Comfort Letter 0,3-0,8% del nominale

La Comfort Letter è di fatto standard sopra i 500.000 €. I crediti piccoli — ad esempio 42.000 € da un condominio — si vendono meglio aggregati in lotti, che riducono i costi di istruttoria e attirano acquirenti professionali.

La procedura di cessione

  1. Raccolta della documentazione dell'intervento e delle quote residue.
  2. Valutazione gratuita del credito da parte dell'intermediario.
  3. Due diligence su regolarità e titolarità.
  4. Contratto con condizione sospensiva ai sensi dell'art. 1353 c.c.
  5. Pagamento contestuale al trasferimento o tramite escrow.

Un intermediario serio opera a commissioni solo a successo. La responsabilità solidale del cessionario scatta solo in caso di concorso nella violazione con dolo o colpa grave (art. 121, comma 6, D.L. 34/2020): chi cede un credito legittimo non risponde degli usi successivi.

Ristrutturazione 50% o 36%: cosa conta per il mercato

I crediti da Bonus Ristrutturazione circolano sul secondario con due aliquote di origine: il 50% per le spese sostenute fino al 2024 e il 36% per quelle successive. La distinzione è rilevante: a parità di spesa sostenuta, il nominale del credito cambia.

La quotazione 65-75% si applica al nominale maturato, qualunque sia l'aliquota di origine: chi vende deve quindi verificare l'aliquota applicata al proprio intervento prima di ogni valutazione, perché è il primo dato che l'acquirente chiede in due diligence.

Ristrutturazione vs Superbonus: quando conviene all'acquirente

Bonus Quotazione Sconto per l'acquirente
Superbonus 72-78% 22-28%
Bonus Ristrutturazione 65-75% 25-35%

A parità di capienza F24, il credito da ristrutturazione offre all'acquirente uno sconto maggiore in cambio di un profilo meno strutturato: documentazione spesso di singoli privati, quote da aggregare in lotti, verifiche più lunghe. È il motivo per cui il comparto resta attivo anche con le banche fuori dal mercato: la domanda di imprese con capienza, holding e studi professionali assorbe i lotti ben documentati. Per chi cede, il vantaggio è l'accesso alla liquidità in 1-5 settimane, contro la perdita secca delle quote annuali non compensate.

Domande frequenti

Un credito da Bonus Ristrutturazione maturato nel 2024 è ancora cedibile?

Sì. La chiusura del 30 marzo 2024 riguarda le nuove spese; i crediti già maturati circolano sul mercato secondario ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020.

Quanto vale un credito da ristrutturazione?

Ad agosto 2026, indicativamente il 65-75% del nominale: sconto tra il 25% e il 35%.

Chi può comprare questi crediti?

Qualsiasi soggetto con capienza F24: in pratica imprese con capienza fiscale, holding e studi professionali. Le banche si sono ritirate per saturazione dei plafond.

Quanto tempo serve per vendere?

Da 1-3 settimane sotto i 100.000 € fino a 4-8 settimane sopra il milione, con Comfort Letter (0,3-0,8% del nominale, standard sopra 500.000 €).

Cosa rende un credito ristrutturazione vendibile al meglio?

Documentazione completa e titolarità tracciabile: un credito ben documentato vale 2-4 punti in più.

Che tutele ho come cedente?

La responsabilità solidale ex art. 121, comma 6, D.L. 34/2020 richiede concorso nella violazione con dolo o colpa grave: un cedente corretto non risponde degli usi successivi del credito.

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