Cos'è il Bonus Ristrutturazione
Il Bonus Ristrutturazione è la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, pari al 50% delle spese fino al 2024 e al 36% dal 2025, cedibile sotto forma di credito d'imposta.
Ad agosto 2026 i crediti da Bonus Ristrutturazione già maturati restano cedibili sul mercato secondario, attivo e legittimo ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020. La cessione e lo sconto in fattura per nuove spese sono invece chiusi dal 30 marzo 2024 (D.L. 39/2024, convertito in L. 67/2024), salvo i comuni dei crateri sismici 2009 (L'Aquila) e 2016 (Centro Italia), prorogati dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).
Cedibilità nel mercato secondario: le regole
La cedibilità dei crediti già maturati non è in discussione: l'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020 consente la circolazione dei crediti sul mercato secondario a qualsiasi soggetto, e il mercato è operativo.
Le condizioni che rendono il credito vendibile:
- titolarità certa e catena dei passaggi tracciabile;
- quote annuali residue note e verificabili;
- documentazione dell'intervento in ordine;
- assenza di contestazioni sull'origine del credito.
Un credito ben documentato vale 2-4 punti percentuali in più rispetto a uno con documentazione lacunosa: per un comparto che quota 65-75%, la differenza si sente.
Quotazioni ad agosto 2026
| Bonus | Quotazione indicativa |
|---|---|
| Bonus Ristrutturazione | 65-75% |
| Superbonus | 72-78% |
| Ecobonus | 70-76% |
| Sismabonus | 72-78% |
| Bonus Facciate | 60-68% |
| Barriere Architettoniche | 68-74% |
Lo sconto è il complemento a 100: quotazione 70 significa sconto del 30%. Il Bonus Ristrutturazione si colloca nella fascia media del mercato secondario, sopra il Bonus Facciate e sotto Superbonus e Sismabonus.
Perché il mercato secondario resta attivo
Il mercato secondario funziona perché la domanda esiste: le banche si sono ritirate per saturazione dei plafond, ma imprese con capienza fiscale, holding e studi professionali continuano a comprare crediti per compensare in F24 IRES, IRAP, IVA, ritenute e contributi.
Per l'acquirente, lo sconto del 25-35% sul nominale è il vantaggio dell'operazione, a fronte di due vincoli: la capienza minima consigliata di 50.000-100.000 €/anno di F24 e il fatto che le quote annuali non utilizzate si perdono.
Tempi e costi di vendita
| Taglio del credito | Tempo indicativo | Costi accessori |
|---|---|---|
| Sotto 100.000 € | 1-3 settimane | — |
| Standard | 2-5 settimane | — |
| Oltre 1 milione € | 4-8 settimane | Comfort Letter 0,3-0,8% del nominale |
La Comfort Letter è di fatto standard sopra i 500.000 €. I crediti piccoli — ad esempio 42.000 € da un condominio — si vendono meglio aggregati in lotti, che riducono i costi di istruttoria e attirano acquirenti professionali.
La procedura di cessione
- Raccolta della documentazione dell'intervento e delle quote residue.
- Valutazione gratuita del credito da parte dell'intermediario.
- Due diligence su regolarità e titolarità.
- Contratto con condizione sospensiva ai sensi dell'art. 1353 c.c.
- Pagamento contestuale al trasferimento o tramite escrow.
Un intermediario serio opera a commissioni solo a successo. La responsabilità solidale del cessionario scatta solo in caso di concorso nella violazione con dolo o colpa grave (art. 121, comma 6, D.L. 34/2020): chi cede un credito legittimo non risponde degli usi successivi.
Ristrutturazione 50% o 36%: cosa conta per il mercato
I crediti da Bonus Ristrutturazione circolano sul secondario con due aliquote di origine: il 50% per le spese sostenute fino al 2024 e il 36% per quelle successive. La distinzione è rilevante: a parità di spesa sostenuta, il nominale del credito cambia.
La quotazione 65-75% si applica al nominale maturato, qualunque sia l'aliquota di origine: chi vende deve quindi verificare l'aliquota applicata al proprio intervento prima di ogni valutazione, perché è il primo dato che l'acquirente chiede in due diligence.
Ristrutturazione vs Superbonus: quando conviene all'acquirente
| Bonus | Quotazione | Sconto per l'acquirente |
|---|---|---|
| Superbonus | 72-78% | 22-28% |
| Bonus Ristrutturazione | 65-75% | 25-35% |
A parità di capienza F24, il credito da ristrutturazione offre all'acquirente uno sconto maggiore in cambio di un profilo meno strutturato: documentazione spesso di singoli privati, quote da aggregare in lotti, verifiche più lunghe. È il motivo per cui il comparto resta attivo anche con le banche fuori dal mercato: la domanda di imprese con capienza, holding e studi professionali assorbe i lotti ben documentati. Per chi cede, il vantaggio è l'accesso alla liquidità in 1-5 settimane, contro la perdita secca delle quote annuali non compensate.
Domande frequenti
Un credito da Bonus Ristrutturazione maturato nel 2024 è ancora cedibile?
Sì. La chiusura del 30 marzo 2024 riguarda le nuove spese; i crediti già maturati circolano sul mercato secondario ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020.
Quanto vale un credito da ristrutturazione?
Ad agosto 2026, indicativamente il 65-75% del nominale: sconto tra il 25% e il 35%.
Chi può comprare questi crediti?
Qualsiasi soggetto con capienza F24: in pratica imprese con capienza fiscale, holding e studi professionali. Le banche si sono ritirate per saturazione dei plafond.
Quanto tempo serve per vendere?
Da 1-3 settimane sotto i 100.000 € fino a 4-8 settimane sopra il milione, con Comfort Letter (0,3-0,8% del nominale, standard sopra 500.000 €).
Cosa rende un credito ristrutturazione vendibile al meglio?
Documentazione completa e titolarità tracciabile: un credito ben documentato vale 2-4 punti in più.
Che tutele ho come cedente?
La responsabilità solidale ex art. 121, comma 6, D.L. 34/2020 richiede concorso nella violazione con dolo o colpa grave: un cedente corretto non risponde degli usi successivi del credito.