Il caso: lo studio pagato in crediti d'imposta
Uno studio di consulenti del lavoro che accetta il pagamento di onorari in crediti da bonus edilizi si ritrova con un attivo fiscale che può compensare in F24 o rivendere sul mercato secondario, attivo e legittimo ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020.
Ad agosto 2026 la scelta tra le due strade dipende da un numero: la capienza F24 dello studio. Se lo studio versa ogni anno almeno 50.000-100.000 € di imposte e contributi, la compensazione conviene. Se la capienza è inferiore, la rivendita è la strada corretta, perché le quote annuali non utilizzate si perdono.
Compensare o rivendere: il calcolo
| Verifica | Compensazione diretta | Rivendita sul secondario |
|---|---|---|
| Valore recuperato | 100% del nominale | 60-78% a seconda del bonus |
| Requisito | Capienza F24 50.000-100.000 €/anno | Nessuno |
| Tempi | Immediati, per quote annuali | 1-5 settimane |
| Rischi | Quote non usate si perdono | Sconto sul nominale |
La compensazione diretta è più conveniente in valore, ma soltanto se la capienza è stabile per tutta la durata delle quote annuali. Uno studio con F24 annuo da 30.000 € che accetta un credito da 100.000 € in 10 quote rischia di perderne una parte ogni anno.
Quotazioni di riferimento per la rivendita
| Bonus | Quotazione indicativa agosto 2026 |
|---|---|
| Superbonus | 72-78% |
| Ecobonus | 70-76% |
| Sismabonus | 72-78% |
| Bonus Facciate | 60-68% |
| Bonus Ristrutturazione | 65-75% |
| Barriere Architettoniche | 68-74% |
Lo sconto è il complemento a 100: quotazione 74 significa incassare 74.000 € per un credito da 100.000 €. Un credito ben documentato vale 2-4 punti in più.
Come si rivende: la procedura
- Raccolta della documentazione del credito ricevuto: origine, titolarità, quote annuali residue.
- Valutazione gratuita da parte dell'intermediario.
- Due diligence sulla regolarità del credito.
- Contratto con condizione sospensiva ai sensi dell'art. 1353 c.c.
- Pagamento contestuale al trasferimento o tramite escrow.
Un intermediario serio opera a commissioni solo a successo: nessun costo anticipato per lo studio. I tempi sono indicativamente 1-3 settimane sotto i 100.000 €, 2-5 settimane per importi standard, 4-8 settimane oltre il milione con Comfort Letter (0,3-0,8% del nominale, standard sopra 500.000 €).
Cosa verificare prima di accettare un pagamento in crediti
Accettare crediti come corrispettivo è una decisione da prendere con quattro verifiche:
- il bonus di origine e l'aliquota: determinano la quotazione di rivendita;
- le quote annuali residue: determinano l'orizzonte di utilizzo;
- la documentazione dell'intervento: un credito ben documentato vale 2-4 punti in più;
- la capienza F24 propria: se sotto i 50.000-100.000 €/anno, pianificare subito la rivendita.
Sul piano fiscale, dal 2024 vale l'onnicomprensività: i crediti da bonus edilizi non concorrono alla base imponibile IRES/IRAP e non vanno indicati nel quadro RU. Il valore ricevuto come corrispettivo resta comunque soggetto agli ordinari obblighi di fatturazione dello studio.
Tutele e limiti
La responsabilità solidale del cessionario scatta solo in caso di concorso nella violazione con dolo o colpa grave (art. 121, comma 6, D.L. 34/2020): uno studio che accetta un credito legittimo e documentato, e che lo rivende con due diligence, non risponde degli usi successivi.
Per la compensazione diretta, attenzione ai ruoli erariali scaduti oltre 50.000 €: vietano l'uso dei crediti in F24 (art. 28-bis D.P.R. 602/1973).
Valutare il credito offerto dal cliente
Quando un cliente propone il pagamento in crediti, lo studio deve valutare quattro elementi prima di accettare:
- bonus di origine e aliquota: determinano la quotazione di rivendita;
- quote annuali residue: determinano l'orizzonte di utilizzo in compensazione;
- documentazione dell'intervento: un credito ben documentato vale 2-4 punti in più, uno lacunoso è difficile da rivendere;
- importo: i crediti piccoli si rivendono meglio aggregati in lotti.
La regola pratica: accettare crediti solo a fronte di un corrispettivo adeguato, perché lo sconto di rivendita — dal 22% al 40% a seconda del bonus — riduce il valore effettivamente incassato. Uno studio che fattura 10.000 € e accetta un credito che rivenderà a 70 ne incassa 7.000 €: il corrispettivo va negoziato sapendolo. Il punto di equilibrio è la capienza: sotto la soglia minima, ogni quota non compensata è persa, quindi il credito va rivenduto entro l'anno di competenza, non accumulato.
Domande frequenti
Conviene accettare onorari in crediti da bonus edilizi?
Dipende dalla capienza F24 dello studio: con 50.000-100.000 €/anno di versamenti la compensazione conviene; senza, la rivendita sul secondario è la via corretta.
Quanto vale un credito ricevuto come pagamento?
Dipende dal bonus: Superbonus 72-78%, Ecobonus 70-76%, Sismabonus 72-78%, Facciate 60-68%, Ristrutturazione 65-75%, Barriere 68-74%.
Posso rivendere un credito ricevuto da un cliente?
Sì. Il mercato secondario è attivo e legittimo ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020.
Quanto tempo serve per rivendere?
Da 1-3 settimane sotto i 100.000 € fino a 4-8 settimane oltre il milione, con Comfort Letter (0,3-0,8%, standard sopra 500.000 €).
Il credito ricevuto concorre al reddito dello studio?
No: dal 2024 i crediti da bonus edilizi non concorrono alla base imponibile IRES/IRAP e non vanno nel quadro RU. Il corrispettivo resta soggetto agli obblighi di fatturazione.
Che tutele ho nella rivendita?
Contratto con condizione sospensiva ex art. 1353 c.c., pagamento contestuale o escrow e responsabilità solidale limitata a concorso con dolo o colpa grave (art. 121, comma 6, D.L. 34/2020).