Il problema: crediti fermi in azienda
Un'impresa edile con crediti bloccati è un'impresa che ha incassato lavori in crediti d'imposta da bonus edilizi e ad agosto 2026 non riesce a convertirli in liquidità: le banche si sono ritirate dal mercato per saturazione dei plafond, e la compensazione in proprio richiede una capienza F24 che non sempre c'è.
Il credito non è inutile: è cedibile. Il mercato secondario dei crediti già maturati è attivo e legittimo ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020, e la domanda esiste: imprese con capienza fiscale, holding e studi professionali comprano crediti per compensarli in F24.
Quanto valgono i crediti dell'impresa
| Bonus | Quotazione indicativa agosto 2026 |
|---|---|
| Superbonus | 72-78% (annualità 2023: 72-75%; 2024: 74-77%; 2025: 75-78%) |
| Crateri sismici 2009 e 2016 | 80-88% |
| Ecobonus | 70-76% |
| Sismabonus | 72-78% |
| Bonus Facciate | 60-68% |
| Bonus Ristrutturazione | 65-75% |
| Barriere Architettoniche | 68-74% |
Lo sconto è il complemento a 100: un credito Superbonus a 74 si vende con uno sconto del 26% sul nominale. Un credito ben documentato vale 2-4 punti in più: prima di tutto, la documentazione.
Strategia 1: mappare e documentare il portafoglio
Il primo passo è trasformare il magazzino crediti in un portafoglio vendibile:
- inventariare ogni credito per bonus di origine, annualità e quote residue;
- verificare la titolarità e la catena dei passaggi;
- completare la documentazione di ogni cantiere: fatture, pagamenti, attestazioni;
- separare i crediti vendibili subito da quelli con criticità.
La qualità documentale è il fattore di prezzo che l'impresa controlla direttamente: 2-4 punti di quotazione in più su un portafoglio da un milione valgono decine di migliaia di euro.
Strategia 2: aggregare i crediti piccoli
I crediti di piccolo importo — ad esempio 42.000 € da un Superbonus condominiale — si vendono meglio aggregati in lotti. Un lotto da alcune centinaia di migliaia di euro attira acquirenti professionali, riduce l'incidenza dei costi di istruttoria e accelera la chiusura.
L'aggregazione ha un secondo vantaggio: consente di spuntare quotazioni migliori rispetto alla vendita di singole posizioni, perché per l'acquirente un lotto strutturato significa una sola due diligence, un solo contratto e un solo passaggio di titolarità, con costi interni ridotti.
Strategia 3: compensare in proprio solo con capienza
Compensare in proprio conviene quando esiste capienza F24 stabile:
| Verifica | Soglia |
|---|---|
| Capienza minima F24 | 50.000-100.000 €/anno |
| Quote annuali non usate | Si perdono |
| Ruoli erariali scaduti oltre 50.000 € | Bloccano la compensazione (art. 28-bis D.P.R. 602/1973) |
I crediti si compensano su IRES, IRAP, IVA, ritenute e contributi. Dal 2024 vale l'onnicomprensività: i crediti da bonus edilizi non concorrono alla base imponibile IRES/IRAP e non vanno indicati nel quadro RU, quindi la compensazione non genera sorprese fiscali.
Strategia 4: vendere con un intermediario serio
La vendita sul secondario segue un percorso standard:
- Valutazione gratuita del credito.
- Due diligence sulla regolarità e sulla titolarità.
- Contratto con condizione sospensiva ai sensi dell'art. 1353 c.c.
- Pagamento contestuale al trasferimento o tramite escrow.
Un intermediario serio opera a commissioni solo a successo: nessun anticipo, nessun compenso se la vendita non si perfeziona. La responsabilità solidale del cessionario scatta solo con concorso nella violazione e dolo o colpa grave (art. 121, comma 6, D.L. 34/2020): vendere un credito documentato non espone a rischi successivi.
Tempi realistici per lo smobilizzo
| Taglio del credito | Tempo indicativo |
|---|---|
| Sotto 100.000 € | 1-3 settimane |
| Standard | 2-5 settimane |
| Oltre 1 milione € | 4-8 settimane, con Comfort Letter 0,3-0,8% del nominale |
La Comfort Letter è di fatto standard sopra i 500.000 €. Per un'impresa che deve pagare fornitori, l'aggregazione in lotti sotto il milione è spesso la via più rapida: tempi più brevi, nessun costo accessorio.
Strategia 5: gestire la posizione fiscale propria
Prima di scegliere tra compensazione e vendita, l'impresa deve verificare la propria posizione:
- ruoli erariali scaduti oltre 50.000 €: vietano la compensazione, quindi la vendita diventa l'unica via (art. 28-bis D.P.R. 602/1973);
- capienza F24 residua: sotto i 50.000-100.000 €/anno, la vendita è preferibile;
- orizzonte delle quote: i crediti in 10 quote vincolano la capienza per un decennio.
La decisione non è tra pari alternative: un'impresa con ruoli oltre soglia non può compensare, punto. La mappatura della posizione fiscale viene quindi prima della scelta del canale. La domanda attiva esiste e prezza i crediti in modo trasparente: le quotazioni di agosto 2026, bonus per bonus, sono il riferimento per pianificare lo smobilizzo senza aspettative irrealistiche.
Domande frequenti
Posso vendere i crediti incassati dai clienti?
Sì. Il mercato secondario dei crediti già maturati è attivo e legittimo ai sensi dell'art. 121, comma 6-quater, D.L. 34/2020.
Quanto valgono i miei crediti?
Dipende dal bonus: Superbonus 72-78%, Ecobonus 70-76%, Sismabonus 72-78%, Facciate 60-68%, Ristrutturazione 65-75%, Barriere 68-74%, crateri sismici 80-88%.
Conviene compensare o vendere?
Compensare conviene con capienza minima di 50.000-100.000 €/anno di F24; sotto questa soglia le quote non usate si perdono e la vendita è preferibile.
I ruoli erariali scaduti bloccano la compensazione?
Sì, oltre 50.000 €: divieto previsto dall'art. 28-bis D.P.R. 602/1973.
Quanto tempo serve per smobilizzare?
Da 1-3 settimane sotto i 100.000 € fino a 4-8 settimane sopra il milione, con Comfort Letter (0,3-0,8%, standard sopra 500.000 €).
Vendere espone a responsabilità future?
No, salvo concorso nella violazione con dolo o colpa grave (art. 121, comma 6, D.L. 34/2020): la documentazione in ordine è la tutela.