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Normativa · 6 min di lettura

Differenza tra cessione del credito e sconto in fattura

Aggiornato al 1 agosto 2026

Pubblicato il 08/03/2026 · Autore: Elena Rossi

In sintesi

  • Sconto in fattura: il fornitore applica lo sconto e acquisisce il credito direttamente
  • Cessione del credito: il beneficiario trasferisce il credito a un terzo scelto da lui
  • Entrambe chiuse per nuove spese dal 2024, salvo crateri sismici; resta il mercato secondario dei crediti maturati

Due strumenti diversi per lo stesso credito

La cessione del credito e lo sconto in fattura sono le due modalità, introdotte dall'art. 121 D.L. 34/2020, con cui chi sosteneva spese per bonus edilizi poteva rinunciare alla detrazione e monetizzare subito il beneficio: nello sconto in fattura il contribuente non anticipa nulla e il credito va al fornitore, mentre nella cessione il contribuente paga i lavori e cede il credito maturato a un cessionario contro corrispettivo. Dal 30 marzo 2024 entrambe sono chiuse per le nuove spese, salvo i comuni dei crateri sismici 2009 e 2016.

Come funziona lo sconto in fattura

Nello sconto in fattura il fornitore applica uno sconto sul corrispettivo dei lavori, di importo pari al credito d'imposta spettante al committente, e acquisisce in cambio il credito corrispondente, che potrà utilizzare in compensazione o cedere a sua volta. In pratica:

  • il committente paga solo l'eventuale parte non coperta dallo sconto;
  • il fornitore anticipa la differenza e si fa carico dell'attesa legata all'utilizzo del credito;
  • il fornitore, con capacità fiscale limitata, cedeva spesso il credito a terzi, alimentando il mercato secondario.

Come funziona la cessione del credito

Nella cessione del credito il committente paga integralmente i lavori, matura la detrazione e cede il credito corrispondente a un cessionario — tipicamente una banca, un'impresa o un acquirente professionale — che lo paga a un prezzo scontato rispetto al valore nominale. In pratica:

  • il committente anticipa i lavori e recupera liquidità con la vendita del credito;
  • il cessionario acquista a sconto e utilizza il credito in compensazione o lo ricede;
  • il prezzo di acquisto dipende dalle quotazioni di mercato, che ad agosto 2026 variano per tipologia di bonus.

La tabella comparativa

Aspetto Sconto in fattura Cessione del credito
Chi anticipa Il fornitore Il committente
Chi diventa titolare del credito Il fornitore Il cessionario
Corrispettivo incassato Nessuno: sconto sul prezzo dei lavori Prezzo di mercato, scontato sul nominale
Soggetti tipici Imprese edili, general contractor Banche (in passato), imprese, holding, studi professionali
Necessità di capienza fiscale del beneficiario Non richiesta per il committente Non richiesta per il cedente
Stato ad agosto 2026 Chiuso per nuove spese dal 30/03/2024, salvo crateri Chiuso per nuove spese dal 30/03/2024, salvo crateri

Ciò che le due opzioni hanno in comune

Al di là delle differenze operative, le due opzioni condividono:

  • il presupposto: un intervento agevolato che rispetta i requisiti di legge;
  • la comunicazione telematica all'Agenzia delle Entrate;
  • i presidi documentali: asseverazioni, visto di conformità, bonifici dedicati;
  • la chiusura per nuove spese dal 30 marzo 2024 (D.L. 39/2024, conv. L. 67/2024), con l'eccezione dei crateri sismici prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025);
  • la responsabilità limitata del cessionario ex art. 121 comma 6 D.L. 34/2020.

Un esempio numerico concreto

Per fissare la differenza, si prenda un intervento da 100.000 euro con un credito spettante di 75.000. Con lo sconto in fattura, il committente paga al fornitore 25.000 e non anticipa altro: il fornitore incassa 25.000 in denaro e riceve 75.000 di credito, che dovrà utilizzare o vendere. Con la cessione, il committente paga 100.000 al fornitore e poi vende i 75.000 di credito a un acquirente: con una quotazione del 75%, incassa 56.250. L'esborso netto del committente è identico (43.750 in entrambi i casi), ma nel primo caso il rischio di monetizzare il credito è del fornitore, nel secondo del committente. È questa la vera differenza operativa: chi sopporta il rischio e l'attesa della liquidità.

Ad agosto 2026: cosa resta praticabile

Per le nuove spese, fuori dai crateri, nessuna delle due opzioni è praticabile: resta la detrazione diretta. Per i crediti già maturati, invece, il mercato secondario è attivo e legittimo ex art. 121 comma 6-quater D.L. 34/2020, con quotazioni indicative:

Tipologia Quotazione (% nominale)
Superbonus 72-78%
Crateri sismici 80-88%
Ecobonus 70-76%
Sismabonus 72-78%
Bonus Facciate 60-68%
Ristrutturazione 65-75%
Barriere architettoniche 68-74%

Lo sconto praticato all'acquisto è il complemento a 100 della quotazione: un credito Superbonus quotato al 75% viene pagato 75 a fronte di 100 di nominale.

Quale strada per chi ha ancora crediti maturati

Chi possiede crediti maturati può scegliere tra due strade: utilizzarli in compensazione nel modello F24, se dispone di debiti tributari o contributivi da pagare e di una posizione regolare — ricordando il blocco per chi ha ruoli erariali scaduti sopra i 50.000 euro — oppure venderli sul mercato secondario. La vendita conviene a chi ha poca o nulla capienza fiscale; i tempi indicativi sono 1-3 settimane sotto i 100.000 euro, 2-5 settimane per operazioni standard, 4-8 settimane sopra il milione, dove è di regola richiesta una Comfort Letter (costo 0,3-0,8% del nominale, standard sopra i 500.000 euro).

Domande frequenti

Qual è la differenza essenziale tra le due opzioni?

Nello sconto in fattura il committente non anticipa nulla e il credito va al fornitore; nella cessione il committente paga i lavori e vende il credito a un terzo contro corrispettivo.

Posso ancora usare sconto in fattura o cessione per nuove spese?

Solo nei comuni dei crateri sismici 2009 e 2016 (proroga L. 199/2025). Fuori da lì, entrambe sono chiuse dal 30 marzo 2024.

Conviene di più vendere il credito o compensarlo?

Dipende dalla capienza fiscale: chi compensa evita lo sconto di mercato; chi non ha capienza vende, accettando le quotazioni correnti.

Lo sconto in fattura azzerava l'esborso del committente?

Azzerava la parte coperta dal credito ceduto al fornitore; eventuali eccedenze non agevolate restavano a carico del committente.

Chi compra un credito rischia la responsabilità solidale?

Solo in caso di concorso nella violazione con dolo o colpa grave, ex art. 121 comma 6 D.L. 34/2020.

Quanto si incassa vendendo un credito Ecobonus?

Ad agosto 2026 le quotazioni indicative sono 70-76% del nominale.

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